Progetto

Un luogo in cui ritrovare il piacere di stare a tavola inteso come momento di condivisione perché chi viene a trovarci non è solo un cliente ma una persona da accogliere, un po’ come si fa quando hai un ospite a casa. Da Acacie e Pepe gli ambienti di sala e cucina si fondono e il rapporto con il cliente è diretto, vis a vis, informale e divertito.

Il progetto circolare

Acacie e Pepe


In un mondo di “Master chef” e “All you can eat” intendiamo rivalutare l’osteria di quartiere portando con noi il bagaglio di studi ed esperienza annoverato negli anni e valorizzando anche il tempo dedicato all’aperitivo, spesso troppo alcolico, modaiolo e poco gustoso.
Così con Valerio ci siamo immersi in questa esperienza , entrambi dopo anni di gavetta tra cucina io e sala e cucina lui.
L’idea di “Acacie e Pepe- Cucina e Cicchetti” è maturata per due ragioni diverse: l’interesse di valorizzare una cucina circolare così come insegna Igles Corelli e l’intenzione di rendere la proposta culinaria trasversale per una classica ricezione serale o per un aperitivo di qualità. Il menù quindi prevede una carta raccolta di piatti dove la tradizione regionale dell’osteria “va a braccetto” con l’innovazione e la sperimentazione culinaria. In particolare amiamo le cotture rapide a fiamma viva, quelle più lente a bassa temperatura e il succulento apporto dei fondi di cottura di carne, pesce e verdura. La carta della sera ha una spina dorsale formata da 5 primi, 5 secondi e 4 dolci e una proposta variegata che potremmo definire di piccole porzioni, finger, tapas, mezze o Cicchetti come preferiamo chiamarli noi. Ottimi per accompagnare l’aperitivo o come veri e propri antipasti. Il tutto venendo incontro ai bisogni dei clienti, carnivori o vegetariani che siano.
A pranzo, in linea con le esigenze di un quartiere al tempo stesso popolare e ricco di attività commerciali, proponiamo menù fissi che non superano i 10 euro.
La ricerca delle materie prime è accurata e dinamica, spaziando dal mercato del pesce di Centocelle all’eccellenza dei prodotti di Amaseno, nota per la carne e i formaggi di bufala, fino alle botteghe etniche di quartiere, ricche di sapori da scoprire ed esplorare.
La carta dei vini spazia dal nord al sud, attestandosi al momento su 16 etichette (7 di bianco, 7 di rosso e 2 di bollicine), ed è studiata in accordo con la proposta gastronomica e le proprietà organolettiche dei singoli piatti. Oltre al vino proponiamo birra alla spina o un classico spritz per accompagnare l’aperitivo.
Viviamo il nostro locale come un piccolo cantiere (da cui il taglio architettonico e di design interno), un laboratorio di cucina in costante fermento lungo tutta la giornata, una bottega artigiana in cui ritrovare quella convivialità e intimità che si va via via perdendo con la cultura degli spazi polifunzionali e dei grandi centri commerciali. Un luogo in cui ritrovare il piacere di stare a tavola inteso come momento di condivisione perché chi viene a trovarci non è solo un cliente ma una persona da accogliere, un po’ come si fa quando hai un ospite a casa. Da Acacie e Pepe gli ambienti di sala e cucina si fondono e il rapporto con il cliente è diretto, vis a vis, informale e divertito.
Dulcis in fundo la carta dei dessert prende spunto da ricette cult, che prendono il nome delle loro leggendarie creatrici, familiari o meno, che hanno segnato con le loro preparazioni il nostro palato e i nostri ricordi.

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